Un omaggio al Public Cloud Computing, eroe sconosciuto di questa crisi

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Un omaggio al Public Cloud Computing, eroe sconosciuto di questa crisi

Public Cloud Computing

Se le piattaforme di video conferenza, le soluzioni di shopping e gaming online sono sotto gli occhi di tutti e hanno rappresentato in questi mesi il simbolo di un accelerato cambiamento culturale, è il Public Cloud con le sue tecnologie abilitanti che ha reso possibile questo switch epocale verso le forme di lavoro agile e di intrattenimento a distanza. Forse ce lo siamo dimenticati, ma 10 anni fa nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile.

 

L’emergenza Covid-19 ha costituito un test senza precedenti sulla capacità delle applicazioni online di scalare in modo esponenziale, affidabile e sicuro – un’impresa notevole possibile solo grazie al Public Cloud e alle tecnologie associate.

La chiusura degli uffici, il distanziamento sociale e gli ordini di quarantena hanno provocato un aumento spropositato degli utenti di soluzioni di collaborazione, shopping e intrattenimento online e – su scala mondiale – hanno spostato le interazioni personali nel mondo virtuale.

Finora tutto questo ha funzionato senza particolari intoppi. Ma è bene ricordare che è grazie al Public Cloud che le aziende hanno potuto continuare le loro attività, con video conferenze, smart working, collaborazione in remoto dei progetti, piattaforme e-commerce, soluzioni ERP. Sempre grazie al Public Cloud è stata data continuità in ambito scolastico, mediante le piattaforme di e-learning. E se milioni di persone in tutto il mondo non sono ancora impazzite dalla noia delle mure domestiche, lo dobbiamo ancora al Public Cloud, che attraverso giochi e streaming video ha saputo soddisfare l’incredibile e non pianificato aumento della domanda in un modo che sarebbe stato inimmaginabile un decennio fa.

Mentre i fornitori di servizi come Zoom Video, Slack e Netflix sono sotto le luci della ribalta in questi giorni, forse non molti sanno che dietro le quinte, Amazon Web Services – che supporta tutte queste aziende su scala web – è stato il vero player cruciale nel consentire questi servizi.

Ma i fornitori di Infrastructure-as-a-Service non sono gli unici eroi tecnologici sconosciuti della crisi determinata dal coronavirus: il passaggio improvviso al lavoro da remoto e alla socializzazione online non sarebbero possibili senza soluzioni software che consentano una distribuzione rapida, sicura e coerente degli ambienti applicativi.

Le soluzioni di configurazione dell’infrastruttura cloud, in particolare, hanno reso possibile per i fornitori di soluzioni Software-as-a-Service e per le imprese di tutto il mondo di scalare rapidamente le operazioni con interruzioni irrisorie.

Questo fenomeno ci fa intuire che siamo solo all’inizio di una rivoluzione che oltre che digitale sarà certamente anche innovativa nei processi.

Siamo convinti che le aziende troveranno nelle piattaforme in Public Cloud interessanti nuovi spunti di fruizione dei servizi, spostando il focus da transazioni tipicamente Pay-as- you-go a nuovi modelli Pay-per-use.

 

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