L’opportunità dietro la crisi: la Digitalizzazione ai tempi del coronavirus

coronavirus digitalizzazione

Siamo di fronte a un’emergenza globale che – inutile nascondercelo – lascerà il suo strascico con ripercussioni economiche e sociali per gli anni a venire.
Ma, come in tutti i momenti di crisi, il modo in cui rispondiamo agli eventi avversi può fare la differenza e garantirci un’opportunità, prima fra tutte l’occasione di fare quel tanto atteso salto verso la digitalizzazione, che il nostro Paese da anni stenta a fare.

Il mondo intero – l’Italia in primis – sta vivendo un momento molto difficile, le persone sono costrette al distanziamento ed isolamento sociale, le scuole sono chiuse ormai da tempo, la situazione sembra paradossale e il futuro incerto, ci chiediamo quanto andrà avanti questa crisi, quando potremo tornare alla normalità.
Indipendentemente da come andranno le cose, risulta abbastanza chiaro che siamo nel mezzo di un grande reset, ripartiremo – questo è certo – con un nuovo modo di pensare al lavoro, alla vita, agli affari e alla leadership.

In tempi come questi, le tecnologie digitali sono diventate più cruciali che mai. Potremmo non essere in grado di stare vicini l’uno all’altro fisicamente, ma dobbiamo ancora e più che mai comunicare tra di noi, socialmente e professionalmente.
La rapida accelerazione di smart working, smart learning, virtual meeting, e-commerce e connessioni virtuali, ci ricorda la volontà delle aziende e dei cittadini Italiani di reagire in modo proattivo alla situazione critica del momento.

Come risultato della pandemia, anche le aziende che erano “digitalmente pigre” hanno dovuto accelerare il loro processo di digitalizzazione: videoconferenze, condivisione di documenti, soluzioni cloud, sicurezza delle informazioni. Le aziende di tutti i settori, anche le più riluttanti, hanno iniziato a utilizzare le tecnologie digitali per mantenere attive le loro attività.
Abbiamo assistito in questi giorni a un boom nell’acquisto di notebook e collegamenti Internet per permettere il lavoro a distanza, per non parlare delle piattaforme di video conferenza e per la didattica online.

Il risultato positivo di questo triste periodo sarà una curva di apprendimento digitale molto ripida. Le aziende che finora hanno fatto affidamento su soluzioni obsolete ora sperimenteranno l’efficienza degli strumenti digitali.

Nel 2019 l’Italia si collocava al 24º posto fra i 28 Stati membri dell’UE nell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI) della Commissione europea.

Siamo certi che l’accelerazione digitale data dall’emergenza virus non sarà limitato alla situazione contingente, ma si trasformerà in un rinnovamento strutturale e culturale di lungo periodo, diventando “business as usual” per le aziende e per la Pubblica Amministrazione.

L’Italia ce la farà e ripartirà – ci auguriamo presto – forte di un nuovo alleato, non più nemico, la tecnologia.

 

FacebookLinkedIn